Intelligenza artificiale per le aziende

Tutti oggi hanno capito che lo tsunami dell’AI sta arrivando e rivoluzionerà il modo di fare business. La maggior parte delle aziende italiane non sa come prepararsi o affrontarlo e nel frattempo deve gestire il quotidiano. La sensazione è quella di smarrimento, rimandare il tema e cercare qualcuno di fidato che aiuti a non farsi travolgere, e chissà magari cavalcarla. 

Fra cinque anni ci saranno solo due tipi di aziende, quelle che usano l’AI e quelle che hanno chiuso. 

L’incombente ondata dell’AI

L’era dell’intelligenza artificiale è alle porte, ma molte aziende si trovano impreparate di fronte a questa rivoluzione. La sensazione predominante tra gli imprenditori è una miscela di ansia e eccitazione: da un lato, la consapevolezza che l’AI possa essere il motore di una produttività senza precedenti; dall’altro, l’incertezza su come incorporarla efficacemente nel proprio business. Digital Punk risponde a questo bisogno con un approccio concreto e mirato, offrendo una bussola per navigare l’era dell’intelligenza artificiale.

Nel panorama aziendale in rapida evoluzione di oggi, l’adozione dell’intelligenza artificiale è emersa come un imperativo strategico per le aziende che cercano di mantenere un vantaggio competitivo. Le soluzioni basate sull’IA stanno trasformando i settori, snellendo le operazioni, guidando l’innovazione e consentendo alle organizzazioni di acquisire un vantaggio significativo sui propri concorrenti. Secondo uno studio condotto da AWS, per l’88% delle aziende italiane che ha già adottato l’AI ha aumentato l’efficienza, per il 75% ha semplificato l’innovazione e per il 75% ha migliorato l’esperienza per i clienti.

Tuttavia, navigare nella complessità dell’implementazione dell’IA può rappresentare una sfida ardua per molte imprese. Una recente indagine dell’Osservatorio Artificial Intelligence rileva 6 livelli di maturità delle imprese nell’adozione di questo strumento:

  1. In ritardo (45%): Non hanno ancora iniziato il percorso o lo hanno fatto da poco. Hanno un’infrastruttura per l’acquisizione dati ma la quantità e qualità non è sufficiente per l’AI.
  2. Entusiasti (10%): Maturità crescente su metodologie e algoritmi, sfruttando i dati in loro possesso con soluzioni standard di mercato.
  3. In cammino (23%): Stadio intermedio su tutte le dimensioni. Hanno consolidato metodologie AI, organizzazione, cultura e competenze interne. Primi sforzi per preparare il cliente.
  4. Apprendisti (12%): Concentrati su dati e algoritmi, con competenze acquisite sufficienti.
  5. Organizzati (4%): Concentrate sugli aspetti organizzativi e culturali prima dello sviluppo tecnologico.
  6. Avanguardisti (6%): Profilo più evoluto, partiti prima sull’AI ma non ancora a piena maturità.

Emerge un quadro in cui la maggior parte delle aziende è ancora in ritardo o in fase iniziale dell’adozione dell’AI. Solo una piccola percentuale può essere considerata avanguardista.

Questo sottolinea l’importanza del supporto di professionisti nell’acquisizione delle competenze e dell’approccio corretto per sfruttare appieno il potenziale trasformativo dell’Intelligenza Artificiale, evitando di rimanere indietro rispetto ai concorrenti.

Uno studio di PwC prevede che entro il 2030, l’IA aggiungerà oltre 15 trilioni di dollari all’economia globale. Le aziende che non si attrezzano per cogliere questa opportunità rischiano di rimanere irrimediabilmente indietro rispetto ai loro concorrenti più tecnologicamente avanzati. Una ricerca di McKinsey, infatti, dimostra che le aziende con forti capacità digitali e di AI stanno generando un valore reale e significativo, superando di 2-6 volte le performance dei ritardatari in termini di rendimenti per gli azionisti, nei settori assicurativo, energetico e dei beni di largo consumo. Per rimanere competitive nell’era digitale e dell’AI, le aziende devono impegnarsi in un percorso di trasformazione profonda che va ben oltre la semplice implementazione di tecnologie innovative. È necessario sviluppare un insieme olistico di capacità difficili da replicare, investendo in un roadmap strategico allineato al business, nell’acquisizione di talenti tecnologici e nella creazione di un’organizzazione agile. Allo stesso tempo, occorre costruire un’architettura tecnologica modulare e un’infrastruttura dati solida, insieme a processi strutturati per governare l’adozione e il scaling delle soluzioni di AI nell’intera organizzazione. Solo intraprendendo questo duro lavoro di “rewiring” aziendale le imprese potranno cogliere appieno il potenziale dell’AI, generando un vantaggio competitivo composto che consolidi e aumenti nel tempo.

Uno studio di PwC prevede che entro il 2030, l’IA aggiungerà oltre 15 trilioni di dollari all’economia globale. Le aziende che non si attrezzano per cogliere questa opportunità rischiano di rimanere irrimediabilmente indietro rispetto ai loro concorrenti più tecnologicamente avanzati. Una ricerca di McKinsey, infatti, dimostra che le aziende con forti capacità digitali e di AI stanno generando un valore reale e significativo, superando di 2-6 volte le performance dei ritardatari in termini di rendimenti per gli azionisti, nei settori assicurativo, energetico e dei beni di largo consumo. Per rimanere competitive nell’era digitale e dell’AI, le aziende devono impegnarsi in un percorso di trasformazione profonda

che va ben oltre la semplice implementazione di tecnologie innovative. È necessario sviluppare un insieme olistico di capacità difficili da replicare, investendo in un roadmap strategico allineato al business, nell’acquisizione di talenti tecnologici e nella creazione di un’organizzazione agile. Allo stesso tempo, occorre costruire un’architettura tecnologica modulare e un’infrastruttura dati solida, insieme a processi strutturati per governare l’adozione e il scaling delle soluzioni di AI nell’intera organizzazione. Solo intraprendendo questo duro lavoro di “rewiring” aziendale le imprese potranno cogliere appieno il potenziale dell’AI, generando un vantaggio competitivo composto che consolidi e aumenti nel tempo.

Scegliere tra giganti e startup

La ricerca di soluzioni ha spesso portato le PMI davanti a un bivio: affidarsi a colossi tecnologici che offrono soluzioni potenti ma astratte e poco personalizzabili, o virare verso startup e nuove realtà che, sebbene promettenti, parlano una lingua troppo tecnica e distante dalle reali esigenze aziendali. Questo scenario ha creato un gap, un territorio inesplorato dove molte aziende si sono perse, ritardando l’adozione dell’intelligenza artificiale per timore di fare passi falsi.

La soluzione: 1-2-3-AI, il percorso personalizzato di Digital Punk

1-2-3-AI si distingue come un faro nella nebbia, offrendo un percorso chiaro e altamente personalizzato per l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) in azienda. Questo programma non è semplicemente una serie di strumenti e tecniche, ma un vero e proprio viaggio di trasformazione aziendale che inizia dalla comprensione profonda delle esigenze uniche di ogni organizzazione, passando per l’identificazione delle migliori opportunità di applicazione dell’IA, fino alla piena realizzazione del potenziale di questa tecnologia.

Per comprendere meglio come avviene la trasformazione, abbiamo preparato un corso introduttivo che espone lo stato dell’arte di questa tecnologia, i trend del mercato e i passi principali che verranno affrontati durante il percorso personalizzato. Grazie a questa pillola di informazione potrai scoprire in pochi minuti in quali aree della tua azienda puoi introdurre l’AI e con quale impatto, senza sconvolgere il tuo modello di business! 

Successivamente potrai decidere se accedere al programma personalizzato di Digital Punk, in cui si valuteranno l’impatto e le applicazioni degli strumenti di Intelligenza Artificiale sulla tua organizzazione. Analizzando i processi e la composizione della tua azienda saremo capaci di aiutarti a disegnare un percorso rapido, accessibile ed efficace per migliorare in modo trasversale il tuo business.

Il programma 1-2-3-AI si articola in 3 fasi chiave:
AUTOMATIZZA

Nella prima fase, accessibile a tutte le aziende, vengono individuati i principali use case dell’IA nei processi aziendali. Automatizzando le attività, migliorerà l’efficenza e la qualità dei risultati, con un boost delle performance generali del business.

ESTENDI

L’adozione degli strumenti di IA può portare ad un’estensione delle soluzioni già esistenti. Aggiungendo questa componente avanzata, l’offerta aumenterà di valore, portando un’innovazione interna rapida ed efficace.

INVENTA

Una volta avviato il percorso, Digital Punk affianca l’azienda nella fase di generazione di nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. La creazione di un’offerta all’avanguardia integrata costituisce un vantaggio competitivo per il business che vuole penetrare nuovi mercati. 

Attraverso questo approccio olistico e su misura, Digital Punk trasforma l’adozione dell’intelligenza artificiale da semplice sogno a realtà concreta per le aziende. Il programma 1-2-3-AI parla il linguaggio dell’innovazione con chiarezza e semplicità, mettendo sempre al primo posto le esigenze specifiche di ogni cliente e guidandolo in un vero e proprio viaggio di trasformazione aziendale.

Perché scegliere Digital Punk

Digital Punk emerge nel panorama dell’intelligenza artificiale per aziende come un vero partner di crescita. La nostra proposta unica sta nell’offrire non solo consulenza, ma un vero e proprio accompagnamento nel viaggio verso l’adozione dell’AI, con un focus su formazione e implementazione pragmatica. Questo approccio dualistico consente alle aziende di decidere il livello di autonomia desiderato nel percorso, assicurando che ogni passo sia allineato con gli obiettivi strategici e rispettoso dei valori aziendali. Con Digital Punk, ogni membro dello staff diventa un protagonista attivo nella trasformazione digitale, equipaggiato con le conoscenze e gli strumenti per sfruttare al meglio le potenzialità dell’AI.

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